Regione Piemonte

Stemma e storia

Ultima modifica 20 febbraio 2018

Lo stemma comunale

stemma comune di gaglianicoInquartato: nel primo e nel quarto, partito e innestato in punta: nel primo, di porpora, al cavallo spaventato, rivoltato, di argento, nel secondo, fasciato di dieci pezzi, di nero e d’oro, alla corona di ruta, posta in banda centrata, di verde, fruttata di rosso, nel terzo, di argento, al puntale di spada, di rosso; nel secondo e nel terzo, di argento, al leone di azzurro; sul tutto, di rosso, alla croce di argento, ornamenti esteriori da Comune.
Questo stemma, concesso con D.P.R. 25 marzo 1993, ha sostituito il precedente, usato per quasi un secolo, troppo somigliante a quello del ducato di Savoia.

Le origini

Il nome
Varie forme del toponimo sono riportate dagli antichi documenti: Galianicum, Gallanico, Galanitum, Gallianicum, Gaianicum, Gaglianicum, Gaianì. L’origine è incerta: si potrebbe collegare alla presenza di popolazioni celtiche alle quali si riferiscono termini come “Gaul”, “Caul”, “Cel”; un’altra tesi fa risalire il toponimo al patronimico romano Gallianus.

Epoca di fondazione
Sconosciuta. Il primo documento che riporta il nome di Gaglianico è un diploma dell’Imperatore Ottone III, risalente al 988.

Istituzione del Comune
Esiste menzione della Casa del Consiglio nei documenti catastali risalenti alla metà del XVIII secolo.

Abitanti a inizio secolo (censimento 1901)
1059

Superficie territoriale in kilometri quadrati e altitudine s.l.m
4,35 km2, 353 m s.l.m.

Frazioni del comune
Savagnasco

La storia

La più antica menzione di Gaglianico finora rinvenuta si trova in un diploma dell’Imperatore Ottone III risalente al 988, nel quale veniva riconfermata la signoria ai conti di Cavaglià. Intorno al 1000 la città di Biella e i territori adiacenti vennero donati dall’Imperatore ai vescovi di Vercelli.
La storia successiva di Gaglianico ha il suo fulcro nel Castello, edificato a partire dal Trecento intorno a una torre più antica, posta a guardia del territorio alle porte meridionali di Biella.
La dedizione di Biella a Casa Savoia risale al 1379 e probabilmente poco dopo vi fu quella di Gaglianico. Nell’ambito delle lotte di potere tra i Savoia e i Visconti, Facino Cane, condottiero al soldo dei signori di Milano, sostò varie volte al castello, quartiere contro le milizie del Savoia. Nel 1403 Pietro Bertodano, conte palatino, espugnò il castello e scacciò Facino Cane dal Biellese, perdendo nell’assedio il figlio primogenito Ludovico.
In seguito, Gaglianico ebbe un importante Signore: Sebastiano Ferrero, Chiavaro di Biella, tesoriere generale delle finanze del Ducato di Savoia e infine, dopo essere passato al servizio del re di Francia, Generale dello Stato di Milano. Nel 1498 Filiberto di Savoia gli diede licenza e facoltà di estrarre acqua dai torrenti Cervo e Oropa, per irrigare le terre di Gaglianico e a lui si deve il riassetto definitivo del Castello.
L’importanza militare di Gaglianico emerse ancora verso la metà del XVI secolo, nel corso delle guerre franco-spagnole, quando le armate francesi occuparono i domini sabaudi e i biellesi smantellarono le fortificazioni di Gaglianico per non offrire agli invasori una fortezza in cui asserragliarsi. Con un accordo segreto con la Francia, però, il successore di Sebastiano, Filiberto Ferrero Fieschi, si impegnò a ripristinare le fortificazioni di Gaglianico, mentre la Francia avrebbe inviato 200 fanti per la guarnigione. Filiberto però, nel contempo, cercava anche accordi con il duca di Savoia. I francesi si avvidero del doppio gioco, catturarono e fecero parlare una spia del Ferrero Fieschi; questi venne tratto in arresto nel suo castello di Gaglianico e confinato a Masserano. I francesi imposero la fortificazione immediata del castello, presidiato da 400 soldati, mediante la costruzione di fossati, spalti, piattaforme, parapetti, cortine, casematte, cannoniere, più un terrapieno di terra lungo 800 trabucchi, alla cui costruzione tutte le comunità biellesi dovettero partecipare.
Nel 1558, in seguito alla sconfitta subita a San Quintino, i francesi si ritirarono, non prima di aver danneggiato le fortificazioni, e gli spagnoli alleati dei Savoia entrarono nel Biellese, impadronendosi anche di Gaglianico e ordinando la definitiva demolizione della fortezza, protrattasi con lentezza fino ai primi del Seicento.
Nel 1641, durante la guerra tra madamisti e principisti, Francesco Tommaso di Savoia rimise il castello in stato di guerra, imponendo per ciò tasse e corvées ai biellesi. Il Savoia faceva sapere alla Provincia di Biella che, per ovviare alle scorrerie del nemico, «…abbiamo ordinato la fortificazione del castello di Gaglianico per introdurvi prontamente quella guarnigione che sarà necessaria». Fu questo l’ultimo impiego militare del forte, infatti Carlo Besso Ferrero Fieschi nel 1686 sposò Ippolita Cristina di Savoia e il castello di Gaglianico, prescelto dalla principessa come abitazione abituale, divenne una dimora elegante e fastosa, con un giardino disegnato da Le Notre, architetto di Versailles.
La storia successiva di Gaglianico segue le vicende degli stati sabaudi, compreso l’intermezzo napoleonico, e dell’unificazione nazionale. L’economia si basava su una stentata agricoltura e su limitati scambi commerciali al mercato di Biella. Alla fine dell’Ottocento nacquero i primi insediamenti industriali, legati alla produzione dei tessuti. La posizione geografica, sulle principali vie d’accesso alla città di Biella ne ha indotto poi a partire dalla metà del secolo scorso, la progressiva trasformazione in un centro residenziale e commerciale di una certa importanza.